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La Nostra Storia
La nostra è una Compagnia di fanti mercenari provenienti tutti dalla stessa terra : il Finale del Ducato di Ferrara ed i suoi prossimi dintorni.....
Ci siamo uniti in un'unica compagnia all'inizio del 1500 sotto il comando di due Conestabili, cioè Capitani di fanteria, anch'essi del Finale; grazie a loro ed alla loro grande amicizia con Mesino (Tommaso) dal Forno (Capitano dei cavalleggeri ducali ed uomo di fiducia del Duca Alfonso d'Este) abbiamo un buon soldo e "condotte" vantaggiose che ci consentono di vivere meglio di tanti altri soldati del nostro periodo.... possiamo, infatti, avere buoni armamenti e vestire quasi come cortigiani : portiamo tutti un "giustacuore" (o "guardacuore") e "brache" corte (i più fortunati anche con strisce di prezioso panno nero), calziamo "stivalli" a metà gamba e calze di maglia di un sol colore, all'ultima moda.... ed a nessuno di noi manca la "braghetta" (che i lanzi chiamano "Lantz" o "Hoselantz" ed i francesi "braguette") e che ostentiamo fieramente !!!!
Siamo praticamente sempre stati al soldo del Duca d'Este : alcuni - con un Conestabile - fissi in Guarnigione al Castello del Finale, altri - con il secondo Conestabile - seguendo in battaglia le truppe Estensi.
Ci siamo così coperti di gloria :
- a Polesella, nel dicembre del 1509 contro i Veneziani (ed ancora oggi ricordiamo il ritorno trionfale, con il nostro Duca, sulla galera "Marcella")
- a Ravenna, nell'aprile del 1512 dove il Duca "Artigliere" ci impiegò al fianco di Gaston de Foix
- a Finale, nel settembre del 1521 quando liberammo le nostre terre....
Nel giugno del 1512 alcuni di noi, con Mesino dal Forno, hanno accompagnato il Duca Alfonso da Papa Giulio II a Roma. Da lì, sospettando un complotto, sono fuggiti attraverso l'Italia per arrivare in ottobre al Finale : qui, il Duca, con due navi e la scorta dei cavalleggeri di Mesino, è poi ripartito per Ferrara....
Le malelingue insinuano anche che abbiamo aiutato Mesino, nella notte tra il 5 ed il 6 di giugno del 1508, ad uccidere Ercole Strozzi nei pressi di Casa Romei a Ferrara... ma questa è un'infamia !!!
Il nostro motto "Per la mia fe" è il motto che è affrescato nelle sale del Castello del Finale e che abbiamo fatto nostro... ma in battaglia gridiamo solamente : "mia fe"
Le Artiglierie
Noi abbiamo sette pezzi di cui andiamo fieri :
- un falconetto da tre libbre che, fuso dallo stesso nostro Duca, ci è stato da questi donato; è praticamente l'ultimo pezzo in ferro ad essere stato "gettato" dall'Estense prima di passare al bronzo. E' detto anche "pezzo da 3 seguente" perché la forma interna dell'anima è cilindrica e spara palle da 3 libbre - in metallo - : della famiglia delle colubrine il nostro falconetto è lungo 26 bocche e riusciamo a sparare circa 5 colpi all'ora;
note tecniche del XXI sec. : la palla da 3 libbre è circa 1 Kg. ed il diametro della bocca da fuoco di 63 mm ; si poteva raggiungere una gittata di quasi 300 metri ad alzo 0° e di quasi 1200 metri ad alzo 10°
- un falcone chiamato "la devastazione";
- un petrero a mascolo catturato ai veneziani alla Polesella e montato su affusto campale;
- uno smeriglio;
- un mortaio ad anima liscia che chiamiamo "la piccola Gertrude" che spara palle in pietra da 25/35 libbre e provenie dalle fonderie Ducali;
- un mortaio uguale a quelli disegnati da Mastro Leonardo, chiamato dai fanti della compagnia "il mostro" ; è una bombarda per palle in pietra da 50 libbre rubata agli spagnoli sul campo di battaglia a Ravenna.
- un mortaio "d'allegrezza"

